Le differenti tipologie di contratto nel mondo del lavoro

ago 15, 2011 da lav

Le differenti tipologie di contratto nel mondo del lavoro

Il contratto è un patto stipulato per iscritto tra datore di lavoro e impiegato allo scopo di regolare il rapporto lavorativo. A seconda di alcuni parametri imposti per legge, questi variano a seconda della prestazione lavorativa pattuita dalle parti in causa.

Lavoro a tempo determinato ed indeterminato

La principale differenza tra i contratti di lavoro è nella durata: quelli a tempo determinato sono limitati ad un certo periodo, scaduti i termini del quale il rapporto di lavoro viene terminato o rinnovato. Il lavoro a tempo indeterminato invece non presenta scadenze di questo tipo. Ci sono poi lavori a tempo pieno e a tempo parziale, ovvero part-time. Esistono diverse forme di part-time: in genere il lavoro part time non prevede il superamento delle 30 ore di lavoro settimanale che possono essere gestite secondo un sistema verticale (il lavoratore smaltisce le ore lavorando “full-time” solo alcuni giorni della settimana) oppure orizzontale (poche ore ogni giorno) e sottoposto a turnazioni. Il contratto a tempo indeterminato solitamente corrisponde anche ad un lavoro full-time e corrisponde all’idea più classica di impiego.

Contratti di formazione e di collaborazione

I contratti di formazione, apprendistato e inserimento puntano all’assunzione di prova per un periodo determinato per poi passare ad un contratto a tempo indeterminato una volta che si sia rilevata l’adeguatezza del candidato a rivestire l’incarico. Un giovane appena uscito dalla scuola o dall’università solitamente viene assunto con contratto di formazione allo scopo di introdurre lo stesso nel mondo del lavoro e fargli fare esperienza effettiva. Anche gli stage e talvolta i contratti part-time svolgono una funzione simile. Tuttavia per legge non è possibile effettuare più di 12 mesi di stage nella propria carriera lavorativa, questo per evitare in parte l’eventuale sfruttamento del lavoro dei giovani e limitare il precariato. I contratti di collaborazione si svolgono a prestazione, cioè senza rapporti di dipendenza costanti tra datore di lavoro e impiegato, che in questo caso svolge più una sorta di consulenza. Questo tipo di contratto viene anche detto “intermittente”, perché non è un impiego fisso, o “a chiamata”, perché l’azienda richiede l’aiuto esterno in caso di bisogno.

Illustrazione: daxuomovolante – Fotolia

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